...EDULCORANTE...
Nessuno sa, nessuno immagina che ci penso ancora
nessuno sa, nessuno immagina che mi manchi ancora
nessuno sa che pensando a te io mi masturbo ancora

Mi tocco, e chiudo gli occhi pensando che sia tu.
E scivolano brividi caldi di morbide immaginazioni.
Ma rido di questo, rido di un incontro sessuale perfetto, soprattuto da quando non ci sei,
rido di immagini di noi, rido di parole sussurrate e urla, e di sguardi complici e pelle sudata, e esplosioni in forma liquida.
Da quando ho letto i tuoi racconti dettagliati, tutti i tuoi incontri di sesso durante e dopo la nostra convivenza, da quando ho in testa l'immagine di te che dai e ricevi piacere pensando di farmi male (e riuscendoci, certo, dal momento stesso in cui ti sei rivelato scrittore così capace, e io lettrice così stupita)...
...da quel momento mi sono lasciata coinvolgere in amplessi assurdi, momenti vuoti consumati ovunque, con persone di cui ricordo poco e nulla, pelli diverse, ho conosciuto bocche di donne e braccia di uomini e buio di stanze fredde...
E non è rimasto quasi niente. Un gusto amaro in gola e un odore che non conosco addosso.
Ma rido. Perchè neanche così sono fuggita da te.
Rido perchè ancora adesso la mia mano è la tua mano.
Rido perchè chiudo gli occhi e respiro profondo. E non ci sei.
Dammi un'accensione automatica
un'apocalisse minima, un scossa qui
dammi un'iniezione elettronica
un'apocalisse, un'anima, una scossa qui
e aiutami aiutami aiutami.

Ho contato fino a trecentosessantacinque ripetendo il tuo nome a bassa voce.
Non ho più paura degli addii.
Perchè "addio" tra noi ha avuto un significato troppo violento, fatto di lividi e bruciature, dita in bocca a vomitare via te e violenze di eroina mista a vino bianco.
E adesso tutto quello che finisce porta un dolore minore.
Quando anche questa scossa nuova lascerà posto a discorsi e convenevoli, allora sarò dritta e in piedi e penserò a quando invece mi trascinavo appesa a noi. E mi sembrerà tutto facile.

Non è equilibrio.
Inalo a piccole dosi il tuo ricordo, sempre troppo illuminato per essere reale.
Ancora in preda al tuo canto di sirene, legata stretta ma comunque ammaliata.
A cosa serve volerti ancora? A cosa serve?
ci siamo dati tutto, fino all'ultima goccia
E ora respiriamo aria diversa. Respira! Non è il mio odore che senti, ma quello di un amplesso in cui non c'è più posto per me.
...TIM Messaggio gratuito...
Il cliente da Lei chiamato non è più raggiungibile